Torre di Stracciacappa

  • tipologia:
    Torre
  • quota:
    264m
  • anno:
    0
  • epoca:
    Medioevale


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Torre di Stracciacappa

La Torre di Stracciacappa era un avamposto medievale di avvistamento situato sul bordo del bacino omonimo, prosciugatosi completamente in seguito alla costruzione del canale di collegamento fra il Lago di Martignano e il Lago di Bracciano, avvenuta nel 1828.


Stracciacappe o Stirpacappe si disse dapprima Paparesco; e con questo nome fece parte della Massa Clodiana confermata da Leone IX (1053) al Capitolo Vaticano. Il castello nel sec. XIII fu dei Curtabraca. Col nome di Paparesco è menzionato nelle cronache viterbesi tra i castelli diruti dalle milizie di Viterbo nel 1241 nella guerra contro i romani e contro il Card. Ranieri Capocci. Figura, con Martignano e Trevignano, nell’accennata transazione del 1258 tra Pietro di Vico e i Curtabraca.

Emilia vedova di Pandolfo dell’Anguillara comprò Stirpacappe il 18 novembre 1294 da Braca di Gregorio di Cencio Curtabraca. Ma tornò presto ai Curtabraca. Braca sopradetto lo donò colla rocca e la torre nel 1322 (21 maggio) all’Ospedale di S. Spirito in Sassia. Con altri beni dell’Ospedale figura dato nel 1378 dall’Antipapa Clemente VII a Giordano Orsini, ma non risulta che ne prendesse possesso. Autorizzato nel 1456 da Calisto III l’Ospedale lo vendette a Napoleone e Roberto Orsini.

Passò nel secolo seguente XVI all’Abazia di S. Paolo (come tenuta) e da essa fu venduto nel 1528 a Celso di Nepi. Isabella Celsi vedova di Domenico Capranica, sorella ed erede di Lorenzo Celsi Vescovo Castrense, vendette la tenuta di Stracciacappe (115 rubbia) con istr. Ferracutus del 6 febbraio 1604 a Giovanni Niccolini, Ministro del Granduca di oscana, per persona da nominarsi (che fu Virginio Orsini duca di Bracciano, come apparisce da nota marginale all’istrumento). Nel secolo seguente passò ai Giustiniani.


Torre di Stracciacappa

Indirizzo:
Via Doganale, 13, 00050 Roma RM, Italia

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