La Torre di Stracciacappa era un avamposto medievale di avvistamento situato sul bordo del bacino omonimo, prosciugatosi completamente in seguito alla costruzione del canale di collegamento fra il Lago di Martignano e il Lago di Bracciano, avvenuta nel 1828.
Stracciacappe o Stirpacappe si disse dapprima Paparesco; e con questo nome fece parte della Massa Clodiana confermata da Leone IX (1053) al Capitolo Vaticano. Il castello nel sec. XIII fu dei Curtabraca. Col nome di Paparesco è menzionato nelle cronache viterbesi tra i castelli diruti dalle milizie di Viterbo nel 1241 nella guerra contro i romani e contro il Card. Ranieri Capocci. Figura, con Martignano e Trevignano, nell’accennata transazione del 1258 tra Pietro di Vico e i Curtabraca.
Emilia vedova di Pandolfo dell’Anguillara comprò Stirpacappe il 18 novembre 1294 da Braca di Gregorio di Cencio Curtabraca. Ma tornò presto ai Curtabraca. Braca sopradetto lo donò colla rocca e la torre nel 1322 (21 maggio) all’Ospedale di S. Spirito in Sassia. Con altri beni dell’Ospedale figura dato nel 1378 dall’Antipapa Clemente VII a Giordano Orsini, ma non risulta che ne prendesse possesso. Autorizzato nel 1456 da Calisto III l’Ospedale lo vendette a Napoleone e Roberto Orsini.
Passò nel secolo seguente XVI all’Abazia di S. Paolo (come tenuta) e da essa fu venduto nel 1528 a Celso di Nepi. Isabella Celsi vedova di Domenico Capranica, sorella ed erede di Lorenzo Celsi Vescovo Castrense, vendette la tenuta di Stracciacappe (115 rubbia) con istr. Ferracutus del 6 febbraio 1604 a Giovanni Niccolini, Ministro del Granduca di oscana, per persona da nominarsi (che fu Virginio Orsini duca di Bracciano, come apparisce da nota marginale all’istrumento). Nel secolo seguente passò ai Giustiniani.
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Auxilium petere ?
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