Tor Pagnotta - Resti
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tipologia:
Torre
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quota:
58m -
anno:
1230 -
epoca:
Medioevale
Tor Pagnotta - Resti
La tenuta agricola di Tor Pagnotta, con un casale fortificato e la torre, aveva una estensione di circa 414 ettari e faceva parte del patrimonio di S. Alessio.
Nel secolo XIII apparteneva a un certo Petrus de Rubeis, da cui passò al magister Jordanus, notaio, che il 3 maggio del 1259 la cedette 'in seguito a una permuta' all'Ordine dei Cavalieri Templari. Più tardi il casale venne citato negli atti di un processo dello Stato Pontificio contro i Templari da un testimone, che affermava di avervi visto fare molte elemosine e accogliervi poveri.
Il suo nome non ha niente a che vedere con una fragrante forma di pane: è semplicemente la corruzione del nome Piliocti o Piliocta, che compare in alcuni documenti del Duecento. Ancora nel 1393 il "Tenimentum Casalis Pignotti" risultava appartenere ai Templari. Dopo molti passaggi di proprietà alla Società dei Raccomandati, al cardinale Gabrielli, ai Cenci, ai Verospi e ad altri - l'area divenne, all'inizio del Novecento, un possedimento dei Torlonia.
La torre aveva una base quadrata in scaglie di selce e l'alzato di cui rimane un lato per circa dodici metri - in frammenti di tufo, selci e scaglie di marmo. La tecnica costruttiva la farebbe risalire al secolo XI, quando doveva far parte di un sistema fortificato costituito da diverse torri di vedetta.
L'ingresso era sul lato sud, per mezzo di una scaletta esterna in mattoni.
Tutt'intorno alla torre sono stati rinvenuti reperti archeologici di epoca romana: un articolato sistema di canalizzazioni, pozzi e sei tombe a "pseudo-camera" scavate nel tufo.
Nel secolo XIII apparteneva a un certo Petrus de Rubeis, da cui passò al magister Jordanus, notaio, che il 3 maggio del 1259 la cedette 'in seguito a una permuta' all'Ordine dei Cavalieri Templari. Più tardi il casale venne citato negli atti di un processo dello Stato Pontificio contro i Templari da un testimone, che affermava di avervi visto fare molte elemosine e accogliervi poveri.
Il suo nome non ha niente a che vedere con una fragrante forma di pane: è semplicemente la corruzione del nome Piliocti o Piliocta, che compare in alcuni documenti del Duecento. Ancora nel 1393 il "Tenimentum Casalis Pignotti" risultava appartenere ai Templari. Dopo molti passaggi di proprietà alla Società dei Raccomandati, al cardinale Gabrielli, ai Cenci, ai Verospi e ad altri - l'area divenne, all'inizio del Novecento, un possedimento dei Torlonia.
La torre aveva una base quadrata in scaglie di selce e l'alzato di cui rimane un lato per circa dodici metri - in frammenti di tufo, selci e scaglie di marmo. La tecnica costruttiva la farebbe risalire al secolo XI, quando doveva far parte di un sistema fortificato costituito da diverse torri di vedetta.
L'ingresso era sul lato sud, per mezzo di una scaletta esterna in mattoni.
Tutt'intorno alla torre sono stati rinvenuti reperti archeologici di epoca romana: un articolato sistema di canalizzazioni, pozzi e sei tombe a "pseudo-camera" scavate nel tufo.




