Necropoli di San Giuliano

  • tipologia:
    Necropoli
  • quota:
    342m
  • anno:
    0
  • epoca:
    Etrusca


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Necropoli di San Giuliano

La necropoli sorge all’interno del Parco Naturale Regionale Marturanum e il nome del sito ha origine da una chiesetta risalente al medioevo, edificata sul pianoro tufaceo dove oggi si estendono le necropoli.

L’area della Necropoli di San Giuliano è molto estesa. Infatti, è composta da località più piccole, dove possiamo osservare una miriade di tombe di varie epoche e con strutture molto diverse tra loro. Nella necropoli di Campo Sant’Antonio, realizzata tra i secoli X e il VIII a.C., sono stati individuati i tipici pozzetti nei quali erano deposte le urne dalla forma di vaso biconico, contenente le ceneri del defunto.

Monumentale è la tomba Cima, risalente alla seconda metà del VII secolo a.C.
Il tumulo da cui è costituita fu scavato tra il 675 e il 650 a.C. e misura ben 36 metri di diametro.
Sono state scavate in tempi diversi tra il VII e il VI sec. a.C., e l’interno delle camere era decorato con dipinti alle pareti, in piccola parte ancora visibili. Interessante e anch’esso di notevoli dimensioni (oltre 30 metri di diametro) è il tumulo denominato della “Cuccumella del Caiolo” realizzato, squadrando con maestria i blocchi di pietra.

Le Palazzine e le Tombe a Portico Le maggior parte delle tombe rupestri di San Giuliano risalgono all’età arcaica (VI-V a.C.) e per tipologia prevalgono quelle “a dado”, per la forma a parallelepipedo, o “a semidado”, quando il lato posteriore non è stato scavato per staccarlo dalla parete rocciosa.

Caratteristiche sono due grandi tombe “a semidado” chiamate dagli abitanti del posto “Le Palazzine”. Questo perché il loro aspetto somiglia ai palazzi moderni, in virtù del fatto che le aperture di accesso alle camere sepolcrali sono tutte allineate.

Le tombe “a portico” utilizzate per i rituali funebri, risalgono al VI-IV secolo a.C. e assumono u grande interesse archeologico. Inserite nella tipologia “a semidado”, sono caratterizzate da una sala aperta sopra la camera funeraria e un soffitto a doppio spiovente sorretto da una colonna scavata nella roccia. Tra le varie tombe presenti a San Giuliano merita una visita anche quella detta “del Cervo”.
Risalente al IV-III sec. a.C., è così chiamata per via di un graffito in cui appare un lupo che azzanna un cervo, inciso nella parete della scalinata di accesso.

Tutti i reperti, che sono stati rinvenuti durante gli scavi nella Necropoli di San Giuliano, sono conservati presso il museo civico di Barbarano Romano.


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Indirizzo:
01010 Barbarano Romano VT, Italia

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