Necropoli di laghetto
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tipologia:
Necropoli
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quota:
107m -
anno:
0 -
epoca:
Etrusca
Necropoli di laghetto
L'area archeologica del laghetto é ubicata all'esterno della recinsione della necropoli della Banditaccia, circa 100 mt dopo l'ingresso. Vi si accede percorrendo un tratturo sterrato sino allo slargo contornato da poderposi pini marittimi.
La denominazione di "laghetto" é data a questa interessante realtà archeologica etrusca riferendosi ad un piccolo lago formato da acque sorgive esistente al tempo degli etruschi che da grandi esperti di idraulica quali erano, al fine di tenerne le acque ad un livello costante, avevano fatto defluire l'acqua in eccesso nell'attuale fosso Manganello attraverso una condotta di deflusso semi sotterraneo che passava sotto l'area della necropoli. Un fosso che all'epoca aveva certamente una portata ben superiore da quella attuale e scorreva tra imponenti costoni tufacei non ancora ampiamente collassati come si presentano. Nei primi decenni del 1900 il piccolo lago fu riempito con i materiali degli scavi archeologici condotti alla Banditaccia sotto la guida dell'ing. Raniero Mengarelli. Interessante rilevare che parallelamente all'uso sepolcrale, l'area fu anche utilizzata anche come cava di tufo. Lo evidenziano i tagli effettuati per l'asporatzione del materiale anche in prossimità di alcune tombe.
E' stato anche accertato che ogni qualvolta l'asporazione del tufo preverdeva il danneggiamento o la distruzione di una tomba i resti umani in esse contenute venivano rimossi e custoditi in piccoli ossari (pocula) prossimi alla tomba stessa. Nel procedere nei lavori di ripulitura delle tombe é stato rilevato che alcune di esse presentavano tracce ben visibili di pittura nonostante gli oltre 2.000 anni trascorsi da quando ignoti pittori decorarono le loro pareti. Durante i lavori di scavo e ripulitura dele tombe e dell'area circpstante, molta attenzione é stata anche alla tutela dell'ambiente sia nel rispetto delle varie specie di essenze arboree sia delle varie pozze alimentate dalla pioggia e dall'uminità notturna, nelle quali vivono rane, rospi e sempre più rari tritoni.





