Mura Gianicolensi

  • tipologia:
    Mura difensive
  • quota:
    62m
  • anno:
    0
  • epoca:
    Papalina


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Mura Gianicolensi

Le Mura gianicolensi sono un tratto di mura difensive che venne eretto nel 1643 da papa Urbano VIII ad integrazione delle mura leonine (a difesa del Colle Vaticano) e a maggior protezione della porzione di Roma che si estendeva sul lato destro del Tevere

L'esigenza di una fortificazione che impedisse l'accesso a Roma sul lato sud-occidentale derivò da una lotta tra famiglie nobili romane, i Barberini (a cui apparteneva anche il pontefice) e i Farnese, scaturita per motivi di interessi economici e per la politica espansionistica dei primi nei confronti di questi ultimi. La causa scatenante del conflitto, infatti, abilmente predisposta da Urbano VIII, consisteva nel mancato pagamento alla famiglia Barberini delle rendite del Ducato di Castro e Ronciglione (oggi in provincia di Viterbo), retto da Odoardo, signore anche di Parma e Piacenza, e spalleggiato da Venezia, dalla Francia di Richelieu e dal Granducato di Toscana.
Nell'estate del 1641 il papa in persona, alla testa di un esercito di 15.000 uomini con artiglierie, marciò contro il ducato, occupandone il territorio e la città di Castro: gli interessi economici nascondevano infatti considerazioni politiche, oltre a una sorta di faida tra famiglie rivali, e Urbano non aspettava altro che una scusa per far scoccare la scintilla.
La "Guerra di Castro", con le potenze coinvolte, poteva però rappresentare un pericolo anche per la Santa Sede, per la famiglia Barberini e per i suoi beni in Roma. La città, infatti, sebbene fosse sufficientemente protetta, risultava però pericolosamente esposta sul lato del Gianicolo (troppo vicino, tra l'altro, al Vaticano), dove l'antico confine eretto dell'imperatore Aureliano non era ormai più in condizioni tali da garantire una valida difesa.
L'opera difensiva venne commissionata a Marcantonio De Rossi, architetto non particolarmente famoso ma che, sembra, riuscì ad ottenere l'incarico soprattutto grazie all'amicizia con la potentissima Donna Olimpia Maidalchini. Le misurazioni iniziarono nel 1641, la costruzione alla fine dell'anno successivo e, nel 1643, l'opera era compiuta.
Il nuovo muro, che si ergeva lungo il lato occidentale del Gianicolo, aveva però serie ripercussioni sulle strutture difensive preesistenti; in particolare, venne abbattuto tutto il tratto delle mura aureliane su quel lato del fiume, in quanto interno al nuovo perimetro; per lo stesso motivo risultò ormai praticamente inutile il bastione del Sangallo nelle mura leonine contiguo alla porta Santo Spirito, nonché la porta stessa; inutile anche la porta Settimiana, mentre la porta Portuensis, che veniva a trovarsi 453 metri oltre il nuovo muro, venne abbattuta insieme al tratto aureliano e sostituita dalla nuova porta Portese, più a nord. L'unica struttura che mantenne la sua funzione fu la porta San Pancrazio, in corrispondenza della quale il nuovo muro veniva quasi a coincidere con l'antica cinta Aureliana.


Porta Portese oggi
Nella nuova cinta, dunque, una sola porta venne costruita ex novo. Ultimata nel 1644, porta Portese reca lo stemma di papa Innocenzo X, successore di Urbano VIII che nel frattempo era morto. Da qui, con un prolungamento a ritroso dell'antica strada, inizia la via Portuense, che fino ad allora si faceva partire dalla demolita porta Portuensis, poco più a sud.
Nonostante le paure di Urbano, per due secoli il muro non dovette fronteggiare alcun serio pericolo finché, nel 1849, divenne uno dei principali teatri degli scontri tra l'esercito francese del generale Oudinot (in soccorso del papa al quale stava per sfuggire di mano il potere temporale sulla città) e le milizie della Seconda Repubblica Romana.
Il primo contatto, il 29 aprile 1849, si ebbe nella zona dove già allora, come oggi, si incontravano la via Aurelia antica e l'Aurelia nuova, poi, il giorno dopo, le truppe francesi avanzarono verso porta Angelica e porta Cavalleggeri, ma da questo lato e per tutto il tratto fino a porta San Pancrazio i difensori, arroccati sulle mura, misero in seria difficoltà i francesi: l'assalto alla baionetta e poi la resistenza delle truppe comandate da Garibaldi nell'area della Basilica di San Pancrazio costrinse gli assalitori alla ritirata.
Il secondo scontro, sempre nell'area Villa Pamphili-Porta San Pancrazio, iniziò nella notte tra il 2 e il 3 giugno. Dopo un'intera giornata di battaglia, con continui rivolgimenti di fronte e con un altissimo bilancio di sangue da entrambe le parti, i francesi ebbero la meglio, ma le mura ressero, e i difensori, pur avendo perso qualche posizione, non cedettero.
Ma le mura di Urbano erano state costruite per resistere, forse, alle artiglierie del ?600. Dopo due secoli la potenza di fuoco era ben diversa, e infatti, aperte ben otto brecce tra porta San Pancrazio e qualche centinaio di metri verso sinistra e distrutta la porta stessa, nella notte tra il 21 e il 22 giugno i francesi si affacciarono sulle mura, sebbene la disperata resistenza in tutta la zona li tenne inchiodati lì fino al 30 giugno, quando venne firmato l'armistizio. Il 3 luglio entrarono in Roma.
Segni della successiva ricostruzione del muro sono ancora visibili, soprattutto nel tratto di viale della Mura Gianicolensi, prima di raggiungere l'incrocio con l'attuale via Fratelli Bonnet (ma anche oltre). Papa Pio IX infatti, appena consolidata la sua posizione, si affrettò a ricostruire il tratto di muro danneggiato, come è testimoniato da alcune lapidi.
La stessa zona sulla sinistra di porta San Pancrazio fu teatro di un altro scontro, il 20 settembre 1870, tra le truppe del generale Nino Bixio e i difensori pontifici. Ma contemporaneamente i bersaglieri entravano da porta Pia, e le truppe papaline si arresero prima che le artiglierie potessero distruggere nuovamente il muro gianicolense.
Mura GianicolensiMura Gianicolensi

Indirizzo:
Viale delle Mura aurelie

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