Chiesa di Santa Vittoria
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tipologia:
Chiesa
-
quota:
488m -
anno:
0 -
epoca:
Medioevale
Chiesa di Santa Vittoria
Posta su un terrazzamento artificiale alle pendici di Colle Foro, la chiesa attuale risulta in massima parte di forme romaniche (XI secolo) con grandi interventi (fianchi ed abside) riferibili soprattutto all'opera degli Orsini, feudatari locali, nella seconda metà del XV secolo.
L'edificio è preceduto da un bel piazzale erboso, delimitato ed abbellito da pezzi in pietra rinvenuti in sito e nei dintorni, fra cui rocchi di colonna, architravi con o senza decorazioni, tre leoni funerari, epigrafi, ecc. Sulla destra due ambienti con portico, in gran parte ripristinati nelle forme attuali da un recente restauro, costituiscono forse ciò che rimane della canonica.
La facciata, più stretta del corpo della chiesa, corrispondendo infatti solo alla navata centrale e a quella destra, è interamente rivestita in pietra e marmo, con l'inserimento di elementi più antichi.
Il portale, in marmo bianco, decorato a girali, presenta al centro dell'architrave l'agnus dei con la croce (che compare anche sul timpano del protiro) ed è circondato da quattro finestre cieche, ad arco. Un leggero protiro con colonnine incornicia il portale, che è sormontato da un rosone a otto petali. Gli spioventi del tetto sono sottolineati da una serie di archetti ciechi a tutto sesto.
Fra le decorazioni di epoca romana inserite nella facciata romanica, rimarchevoli sono:
- un rilievo con leone
- un rilevo rotondo a fiore
- un volto stilizzato (forse un helios - sole) identico a quello sistemato oggi su colonne nel belvedere di Monteleone Sabino.
L'atrio, ristrutturato con i restauri del 1958, si presenta asimmetrico, con la porta che dà nella navata centrale non in asse con il portale esterno. Si conservano alcuni affreschi originali, come la lunetta con Madonna con Bambino fra i Santi Vittorino e Vittoria, e due figure di sante (Vittoria e
Anatolia) sulla destra. Dall'atrio si scende al piano della chiesa, posto più in basso di circa un metro.
La chiesa
L'interno della chiesa romanica di Santa Vittoria, a tre navate, è irregolare e termina con un'abside rettangolare.
La navata di sinistra prosegue con una cappella rettangolare, mentre la destra, più corta, è tagliata dalla Torre campanaria.
Separano le navate due serie di arcate a tutto sesto:
quelle a sinistra, più ampie, sono scandite da pilastri in
muratura a sezione quadrata, quelle a destra da grosse
colonne scanalate di spoglio.
Probabilmente tutta la parte sinistra risente degli interventi di ricostruzione della seconda metà del
XV secolo, che avrebbe ripristinato la navata crollata secoli prima. Da notare che i saggi eseguiti
attorno ai primi sostegni delle arcate hanno evidenziato una fase precedente a un livello inferiore e
il riposizionamento delle colonne fuori asse rispetto alla fondazione originaria.
La copertura è a capriate, il pavimento in lastre di pietra, spesso di spoglio, fra cui anche frammenti di iscrizioni romane.
Nella navata centrale si staglia il pozzo, la cui acqua è collegata alla devozione per S. Vittoria.
Sotto il primo arco a sinistra un'acquasantiera è ricavata da un rocchio di colonna scavato all'interno. Il presbiterio, recintato, conserva un altare di pietra sormontato da un ciborio su colonne di marmo, con cuspide piramidale in legno. Nell'abside, sopra il sedile in pietra, si conserva un affresco, raffigurante una santa in piedi, a figura intera, forse S. Vittoria. Il leggio, moderno, è stato ricavato utilizzando una tegola romana con bollo di fabbrica.
Nella navata destra si noti un sarcofago di marmo liscio, inserito in una parete corta, mentre sul lato opposto è addossato un altare, con una nicchia che riporta iscritta una dedica dell'anno 1486.
Nella navata sinistra presenta una porticina laterale, sormontata da una bifora, sulle pareti tracce di affreschi rinascimentali che si trovano anche dietro l'altare della cappella di S. Pietro.
Nella navata centrale, dopo il pozzo, sulla destra, sono murate due lapidi del vescovo di Rieti, Dodone, che ricordano le consacrazioni dell'altare e della chiesa (1165-1171). Accanto alle lapidi è l'angusto accesso alla catacomba.
L'edificio è preceduto da un bel piazzale erboso, delimitato ed abbellito da pezzi in pietra rinvenuti in sito e nei dintorni, fra cui rocchi di colonna, architravi con o senza decorazioni, tre leoni funerari, epigrafi, ecc. Sulla destra due ambienti con portico, in gran parte ripristinati nelle forme attuali da un recente restauro, costituiscono forse ciò che rimane della canonica.
La facciata, più stretta del corpo della chiesa, corrispondendo infatti solo alla navata centrale e a quella destra, è interamente rivestita in pietra e marmo, con l'inserimento di elementi più antichi.
Il portale, in marmo bianco, decorato a girali, presenta al centro dell'architrave l'agnus dei con la croce (che compare anche sul timpano del protiro) ed è circondato da quattro finestre cieche, ad arco. Un leggero protiro con colonnine incornicia il portale, che è sormontato da un rosone a otto petali. Gli spioventi del tetto sono sottolineati da una serie di archetti ciechi a tutto sesto.
Fra le decorazioni di epoca romana inserite nella facciata romanica, rimarchevoli sono:
- un rilievo con leone
- un rilevo rotondo a fiore
- un volto stilizzato (forse un helios - sole) identico a quello sistemato oggi su colonne nel belvedere di Monteleone Sabino.
L'atrio, ristrutturato con i restauri del 1958, si presenta asimmetrico, con la porta che dà nella navata centrale non in asse con il portale esterno. Si conservano alcuni affreschi originali, come la lunetta con Madonna con Bambino fra i Santi Vittorino e Vittoria, e due figure di sante (Vittoria e
Anatolia) sulla destra. Dall'atrio si scende al piano della chiesa, posto più in basso di circa un metro.
La chiesa
L'interno della chiesa romanica di Santa Vittoria, a tre navate, è irregolare e termina con un'abside rettangolare.
La navata di sinistra prosegue con una cappella rettangolare, mentre la destra, più corta, è tagliata dalla Torre campanaria.
Separano le navate due serie di arcate a tutto sesto:
quelle a sinistra, più ampie, sono scandite da pilastri in
muratura a sezione quadrata, quelle a destra da grosse
colonne scanalate di spoglio.
Probabilmente tutta la parte sinistra risente degli interventi di ricostruzione della seconda metà del
XV secolo, che avrebbe ripristinato la navata crollata secoli prima. Da notare che i saggi eseguiti
attorno ai primi sostegni delle arcate hanno evidenziato una fase precedente a un livello inferiore e
il riposizionamento delle colonne fuori asse rispetto alla fondazione originaria.
La copertura è a capriate, il pavimento in lastre di pietra, spesso di spoglio, fra cui anche frammenti di iscrizioni romane.
Nella navata centrale si staglia il pozzo, la cui acqua è collegata alla devozione per S. Vittoria.
Sotto il primo arco a sinistra un'acquasantiera è ricavata da un rocchio di colonna scavato all'interno. Il presbiterio, recintato, conserva un altare di pietra sormontato da un ciborio su colonne di marmo, con cuspide piramidale in legno. Nell'abside, sopra il sedile in pietra, si conserva un affresco, raffigurante una santa in piedi, a figura intera, forse S. Vittoria. Il leggio, moderno, è stato ricavato utilizzando una tegola romana con bollo di fabbrica.
Nella navata destra si noti un sarcofago di marmo liscio, inserito in una parete corta, mentre sul lato opposto è addossato un altare, con una nicchia che riporta iscritta una dedica dell'anno 1486.
Nella navata sinistra presenta una porticina laterale, sormontata da una bifora, sulle pareti tracce di affreschi rinascimentali che si trovano anche dietro l'altare della cappella di S. Pietro.
Nella navata centrale, dopo il pozzo, sulla destra, sono murate due lapidi del vescovo di Rieti, Dodone, che ricordano le consacrazioni dell'altare e della chiesa (1165-1171). Accanto alle lapidi è l'angusto accesso alla catacomba.





