Arco di Claudio - Vergine
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tipologia:
Sostruzioni
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quota:
17m -
anno:
54 -
epoca:
Imperiale
Arco di Claudio - Vergine
L’attuale via del Corso (un tempo via Lata), e continuazione urbana della via Flaminia, era un tempo attraversata all’altezza di Palazzo Sciarra, dall’acquedotto Vergine per mezzo di un arco trionfale eretto tra il 51 ed il 52 d.C., trasformazione dell’imperatore Claudio di un’arcata tradizionale, per celebrare la conquista della Britannia avvenuta nel 43 d.C., ed era decorato con statue dei membri della famiglia imperiale e con vari trofei.
Dell’arco in sito non rimane traccia, tuttavia un frammento è visibile nel cortile di Palazzo dei Conservatori sul Campidoglio
L'iscrizione, completa della sua parte mancante, avrebbe riportato:
“TI(berio) CLAUD(io) DRUSI F(ilio) CAISARI AUGUSTO GERMANICO PONTIFICI MAXIM(o) TRIB(unicia) POTESTAT(e) XI CO(n)S(uli) V IMP(eratori) XXII CENS(ori) PATRI PATRIAE SENATUS POPULUSQUE ROMANUS QUOD REGES BRITANNORUM XI DEVICTOS SINE ULLA IACTURA IN DEDITIONEM ACCEPERIT GENTESQUE BARBARAS TRANS OCEANUM PRIMUS INDICIONEM POPULI ROMANI REDEGERIT”,
“A Tiberio Claudio Cesare Augusto Germanico, figlio di Druso, Pontefice Maximo, con il potere tribunizio per l'undicesima volta, Console per la quinta volta. Imperatore per la ventiduesima volta, Censore, Padre della Patria, il Senato ed il Popolo Romano (dedicarono questo monumento), poiché accettò la resa di undici Re dei Britanni sottomessi senza alcuna perdita e per primo portò sotto il potere del popolo romano le genti barbare di oltre oceano”.
Altri frammenti si trovano nel Museo di Palazzo Nuovo sempre sul Campidoglio e nella Galleria Borghese, mentre un frammento con una guardia pretoriana (benvoluta perché furono coloro i quali elevarono Claudio ad imperatore, alla morte di Caligola), è conservato al Louvre di Parigi.
Oggi è possibile visitare, nei sotterranei di Palazzo Sciarra e sede della Fondazione Roma, un arco superstite dell’acquedotto, rinvenuto dagli scavi ottocenteschi, contestualizzato in uno spaccato di Roma imperiale, perfettamente recuperato.








