Acquedotto Vergine sotto la Rinascente

  • tipologia:
    Sostruzioni
  • quota:
    21m
  • anno:
    19 a.C
  • epoca:
    Imperiale


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Acquedotto Vergine sotto la Rinascente

L’acquedotto Vergine nei pressi di via dei due macelli passava da sotterraneo a sopraelevato. Questo vale però in epoca romana, perché come per tutto il territorio urbanizzato, con l’accrescimento del piano di calpestio questi tratti che un tempo emergevano dalla superficie, oggi sono inglobati nel sottosuolo.

Quando vennero avviati i lavori di demolizione della palazzina risalente agli anni ‘50, per poi realizzare il nuovo grande magazzino, si immaginava di trovare delle strutture sotterranee, sia perché già successo per situazioni analoghe in zona come a via in Arcione, ma anche perché nella limitrofa via del Nazzareno si possono vedere, a cielo aperto, le strutture dell’acquedotto.

Vennero quindi rinvenuti, oltre ai resti dell’acquedotto Vergine un tracciato della Salaria Vetus con dei sepolcri monumentali che vi si affacciavano (I a.C). Insulae e tabernae di prima e media età imperiale, una domus signorile impreziosita di uno stibadium, una sorta di divano triclinare dove i ricchi signori si mettevano a mangiare (il secondo noto a Roma dopo quello del Palatino).
E di un piccolo impianto termale (balneum) del IV d.c., decorato con mosaici e pavimenti in marmi policromi.

Dell’acquedotto sono visibili ben 15 arcate nelle quali sono individuabili le modifiche, i restauri e un paio di fontane medioevali. La visita all’acquedotto è fruibile con una bellissima spiegazione interattiva, proiettata sulle stesse arcate dell’acquedotto.


Arcate dell'acquedotto Vergine sotto la RinascenteArcate dell'acquedotto Vergine sotto la RinascenteArcate dell'acquedotto Vergine sotto la RinascenteArcate dell'acquedotto Vergine sotto la RinascenteArcate dell'acquedotto Vergine sotto la RinascenteArcate dell'acquedotto Vergine sotto la Rinascente

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