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Una copia dell'Ultima Cena ritrovata in un convento abbandonato in Calabria

  • di Ale Staderini Busà
  • 16 Gen 2019 alle 13.10

Focus Storia Ritrovamenti

Una copia dell' "Ultima cena" di Leonardo da Vinci, di cui sono ignoti l'autore e l'epoca, è stata scoperta nel refettorio del convento dei Cappuccini di Saracena (Cosenza), abbandonato da anni e ridotto a rudere. Lo rendono noto le associazioni "Mistery Hunters" e "Mistyca Calabria". Il convento, raggiungibile solo a piedi, fu fondato nel 1588 e acquisì particolare importanza nei secoli XVII e XVIII, diventando sede del noviziato e luogo di studi (vi trascorse un anno il Beato Angelo d'Acri). Tra alti e bassi chiuse definitivamente nel 1915. L'ultimo utilizzo fu come prigione nel 1917 e 1918.

Il Cenacolo Il capolavoro di Leonardo da Vinci è un grande affresco che rappresenta l' "ultima cena", realizzato dal maestro tra il 1494 e il 1498 nel refettorio del convento di Santa Maria delle Grazie a Milano. La particolare tecnica pittorica utilizzata da Leonardo si rivelò molto sensibile all’umidità. Ciò ha causato un degenerarsi del dipinto ed ha richiesto lunghi e complessi interventi di restauro, che si sono conclusi nel 1999. Le copie dell'Ultima Cena Dell'Ultima cena di Leonardo esistono numerose copie tra le quali, le più famose, sono quella a grandezza naturale del Giampietrino che dalla sua sistemazione originale della Certosa di Pavia si trova oggi al Magdalen College di Oxford e un'altra, più piccola, attribuita a Marco d'Oggiono, dipinta ad olio su tela, esposta al Museo del Rinascimento del Castello di Ecouen, di proprietà del Louvre. Altre copie meno famose sono quella che si trova nella chiesa dei Monoriti di Vienna, quella del Da Vinci Museum di Tongerlo (Belgio) e quella della chiesa parrocchiale di Ponte Capriasca vicino a Lugano

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