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Grotta della Sibilla, partono i nuovi studi e la messa in sicurezza

  • di Ale Staderini Busà
  • 29 Nov 2018 alle 18.18

Speleologia Focus Ricerca

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La Grotta della Sibilla, conosciuta da secoli, è legata a molte leggende divenute ormai parte della cultura locale.
La grotta si apre a poche decine di metri dalla vetta del Monte Sibilla (mt. 2173) e consiste oggi in un’ampia dolina di crollo ingombra di massi, laddove antiche fonti descrivono l’ingresso accessibile di una cavità sotterranea.
In tale cavità, secondo il mito, risiedeva la Sibilla Appenninica e per questo il luogo fu oggetto di un pellegrinaggio continuo e millenario: la caratteristica della profetessa, infatti, come delle altre Sibille sparse per l’Italia, era la capacità di prevedere il futuro.
Gli studi prevedono tra l’altro alcune trivellazioni di diametro minimo (meno di 15 cm), realizzate in base ai risultati di precedenti sondaggi geoelettrici che hanno individuato dei vuoti in prossimità dell’ingresso, confermando l’esistenza di un reale sistema ipogeo di ignota estensione.

Grazie a una video ispezione si potrà quindi “accedere” dopo secoli – questo sperano i ricercatori – alle stanze segrete che potrebbero essere state la “casa della Sibilla”, oltre che fare una serie di importanti osservazioni geologiche e speleogenetiche.

Dai sondaggi si avranno ulteriori indicazioni per la messa in sicurezza della frana che ostruisce il vecchio ingresso, crollato definitivamente agli inizi del ‘900.

Le attività, finanziate dalla Regione Marche e dal Comune di Montemonaco, sono supportate da un elicottero per il trasporto in quota delle attrezzature, e dureranno circa una settimana, meteo permettendo.

Il coordinamento scientifico è a cura del Prof. Piero Farabbollini dell’UNICAM di Camerino, mentre il geologo Maurizio Maniero è Direttore dei Lavori; la video ispezione e le riprese per un futuro documentario saranno realizzate da una equipe condotta dal documentarista Tullio Bernabei.

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