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Scoperta una testa di Giulio Cesare?

  • di angelo mele
  • 11 Nov 2018 alle 21.32

Cronache Archeologiche Ritrovamenti Scavi.

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Tra le vestigia dell’antica colonia romana di Aquinum, oggi Castrocielo in provincia di Frosinone, gli archeologi dell’Università del Salento hanno portato alla luce tre splendide teste di marmo di età romana. Raffigurano probabilmente Ercole, un volto femminile e forse Giulio Cesare.
L’eccezionale ritrovamento è avvenuto nel corso della decima campagna di scavo, diretta dal 2009 dal professor Giuseppe Ceraudo. Gli scavi di quest’anno hanno indagato un nuovo settore nel cuore della città romana, in prossimità delle rovine del teatro, del cosiddetto tempio di Diana e delle enormi terme costruite dal magistrato Marcus Veccius. Le ricerche erano cominciate grazie all'ausilio dei droni, le cui immagini aeree avevano mostrato nitidamente la presenza di strutture ancora sepolte.
Gli scavi hanno poi effettivamente rinvenuto l’angolo del portico di un edificio monumentale lungo la Via Latina, forse collegato con l’area del Foro. Al suo interno gli archeologi hanno trovato tre splendide teste marmoree: la prima frammentaria di un personaggio maschile barbato, molto probabilmente Ercole; la seconda di un austero volto femminile con la testa velata; il terzo volto, maschile, mostra non solo un alto livello stilistico ma soprattutto, a un esame preliminare, sembra quello di Giulio Cesare.
«Si tratta – precisa Ceraudo – di una scoperta eccezionale, soprattutto se venisse confermata l’identità del personaggio maschile su cui stiamo lavorando. Ad ogni modo la prosecuzione delle ricerche potrà servire da volano per una migliore conoscenza e tutela del sito, anche in previsione di una futura valorizzazione strategica dell’area, che il Comune di Castrocielo ha iniziato ad attuare ormai da un decennio». «L’area di Aquinum era superiore a 100 ettari», dichiara a Repubblica Ceraudo. « Quella che stiamo analizzando noi, grazie a Comune e privati, è di appena 8 ettari. E in particolare quella dove abbiamo trovato le teste è di un ettaro solo: significa che abbiamo esplorato un centesimo dell’esplorabile». Gli archeologi sono certi che continuando a scavare verranno alla luce “opere che riusciranno a raccontarci ancora la storia e l’età romana in tutta la sua magnificenza”. E chissà che scavando più a fondo “non spuntino e anche i corpi di Cesare, Ercole e della donna” conclude speranzoso Ceraudo.

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