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L'antica piramide cinese di Shimao

  • di angelo mele
  • 8 Ott 2018 alle 17.40

Ricerche archeologiche Ritrovamenti Scavi Archeologici

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Gli archeologi cinesi stanno scavando una delle più grandi città neolitiche al mondo, con al centro un’enorme piramide a gradoni di 4.300 anni. Alta almeno 70 metri, la piramide era decorata con simboli di occhi e facce antropomorfe. Tali figure potrebbero averle conferito uno speciale potere religioso.
Intorno alla piramide prosperò per cinque secoli una vera città. Raggiunse un’area di 400 ettari, rendendola la più grande città della Tarda Età del Bronzo della Cina, scrivono gli archeologi sulla rivista Antiquity. Oggi le rovine sono chiamate “Shimao”, ma il suo nome antico è sconosciuto. La piramide contiene 11 gradoni, ognuno dei quali era rivestito in pietra. Sul gradone più alto c’erano i palazzi costruiti con terra battuta, pilastri di legno e tetti di tegole, oltre a una gigantesca cisterna d’acqua e resti domestici legati alla vita quotidiana. I sovrani della città vivevano in questi palazzi, mentre la produzione artistica e artigianale veniva condotta nelle vicinanze. Le prove archeologiche suggeriscono che il complesso della piramide non fu soltanto la residenza delle élite di Shimao, ma serviva anche per la produzione artigianale o industriale. All’ingresso della piramide vi erano raffinati baluardi progettati per la difesa e per un accesso molto limitato, mentre il resto della città era protetto da una serie di muri in pietra con bastioni e porte.

Sacrifici umani
A Shimao sono stati scoperti i resti di numerosi sacrifici umani. Nella sola porta orientale sono state trovate sei fosse contenenti teste umane decapitate (80 teschi sotto le rovine di Shimao). Secondo un’analisi morfologica, è possibile che alcune delle vittime provengano da un sito archeologico vicino, chiamato Zhukaigou. Le vittime potrebbero dunque essere state dei prigionieri di guerra durante l’espansione di Shimao. Curiosamente, negli spazi tra i blocchi di tutti gli edifici della città si trovano dei manufatti di giada. Gli oggetti di giada e i sacrifici umani potrebbero aver impregnato le mura di Shimao con una potenza rituale e religiosa. Il sito era stato scoperto nel 1976, ma all’inizio si pensava che facesse parte della Grande Muraglia cinese, una sezione della quale si trova nelle vicinanze. Solo grazie ai recenti scavi si è capito che Shimao era molto più antica.
La ricerca è stata diretta dagli archeologi Li Jaang (Università di Zhengzhou), Zhouyong Sun e Jing Shao (Istituto Provinciale di Archeologia dello Shaanxi) e dal professore di antropologia Min Li (UCLA).

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