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Sviluppare sistemi per l'archeologia e la tutela dell'ambiente... sott'acqua. Il progetto Molux

  • di Grazia Pattumelli
  • 31 Gen 2020 alle 22.30

Archeologia Subacqua Strumenti

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PROGETTARE e sviluppare un sistema che supporti gli operatori subacquei attraverso tecnologie innovative per la diagnosi, il recupero, la gestione, la conservazione e la valorizzazione del patrimonio archeologico e naturalistico in ambiente marino: il progetto si chiama Molux e mira principalmente a incrementare l'efficienza e la sicurezza di queste operazioni subacquee, garantendo a chi si immerge la possibilità di conoscere in ogni momento la propria posizione rispetto all'ambiente che sta visitando, di acquisire dati geolocalizzati (immagini, video, note, parametri ambientali) e di ottimizzare e monitorare il percorso da seguire per l'esecuzione della missione, consentendo inoltre agli operatori di superficie di controllare e supervisionare la missione.

L'avventura che ha portato a Molux (MObile Lab for Underwater eXploration), cofinanziata dal Por Calabria Fesr Fse 2014-2020 (investimento totale: 702.756,70 euro; finanziamento Ue: 484.286,11 euro), ha inizio nel 2008, quando un gruppo di giovani ricercatori del Dipartimento di Ingegneria Meccanica (DIMEG) dell'Università della Calabria, decide di portare la propria esperienza e professionalità al di fuori dell'ambito accademico, fondando una spin-off, 3D Research, in grado di applicare i risultati della ricerca tecnologica e ingegneristica a settori dove fino ad allora era mancata una vera spinta all'innovazione.

In quanto responsabile di una spin-off, il team sa che la ricerca deve essere portata al di fuori dell'Università, proprio per aiutare a diffondere una cultura responsabile del digitale proprio in quei luoghi che per lungo tempo ne sono stati privati, i Musei e i siti archeologici, terrestri e subacquei: per questo, già dal 2008, il gruppo lavora per sviluppare tecnologie "ad alto contenuto d'esperienza", in grado di interagire con il vero protagonista, il pubblico, rispondendo alle sue esigenze di coinvolgimento, conoscenza e ricerca identitaria, portandolo a riappropriarsi con entusiasmo di ciò che lo circonda e che da sempre gli appartiene: la sua storia.

L'approccio multidisciplinare è una caratteristica distintiva del team che accoglie al suo interno personalità diverse, con background eterogenei e in grado di adattare le proprie capacità a progetti di varia natura, con obiettivi e target differenti. In molti casi si tratta di laureati e dottori di ricerca dell'Università, a volte scelti e inseriti in organico ancor prima della laurea o subito dopo il suo raggiungimento. Sono loro il cuore operativo della società, che conta tre informatici, un ingegnere informatico, due designer e archeologi, un ingegnere elettronico, due ingegneri meccanici e un architetto. Anima identitaria dell'azienda però sono i soci fondatori, tra cui due professori universitari, che costituiscono il collegamento più forte con il mondo della ricerca accademica.

Il progetto è realizzato con il contributo della Commissione Europea. Dei contenuti editoriali sono ideatori e responsabili gli autori degli articoli. La Commissione non può essere ritenuta responsabile per qualsivoglia uso fatto delle informazioni e opinioni riportate.

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