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Roma, riemerso sarcofago del VI secolo a. C.: forse la tomba di Romolo

  • di Grazia Pattumelli
  • 17 Feb 2020 alle 20.31

Romolo Sepoltura Foro Romano

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All’inizio del Novecento gli studi di Giacomo Boni, archeologo e architetto e senatore del Regno d’Italia, avevano consentito di ipotizzare la presenza di un «heroon» — tomba dell’eroe — dedicato al fondatore della città di Roma proprio nel Foro Romano, a pochi metri dal Lapis Niger e dal Comizio. Oggi, a un anno di distanza dall’avvio delle indagini archeologiche che seguono la documentazione di Boni, a cura del Parco archeologico del Colosseo, gli scavi alla Curia-Comitium hanno regalato una scoperta di portata «eccezionale», come annunciato dalla direttrice del Parco Alfonsina Russo.
Al di sotto della scalinata di accesso alla Curia, realizzata negli anni Trenta del secolo scorso da Alfonso Bartoli, è riemerso un ambiente sotterraneo con all’interno un sarcofago in tufo lungo circa 1,40 metri, associato ad un elemento circolare (probabilmente un altare) e scavato nel tufo del Campidoglio, che dovrebbe dunque risalire al VI secolo avanti Cristo. Non un luogo qualsiasi: «Il contesto ubicato al di sotto della scalinata di accesso alla Curia — spiegano dal Parco archeologico del Colosseo — risulta evidentemente preservato per il suo stesso significato simbolico dalla sovrastante Curia e coincide con quello che le fonti tramandano essere il punto «post rostra» (dietro i Rostra repubblicani) dove si colloca il luogo stesso della sepoltura di Romolo (secondo la lettura di un passo di Varrone da parte degli Scoliasti di Orazio, Epod. XVI). Non è un caso che in asse con l’ambiente sotterraneo si trovi il Lapis Niger, la pietra nera indicata come luogo funesto perché correlato alla morte di Romolo».

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