Pasquino

  • tipologia:
    Monumenti
  • quota:
    16m
  • anno:
    95
  • epoca:
    Imperiale


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Pasquino

In origine sparse in diversi punti della Capitale, le cosiddette statue parlanti sono forse una delle migliori espressioni di quell'anima tutta romana, portata per la satira e per un atteggiamento irriverente nei confronti del potere e delle sue più vuote ostentazioni.

La loro tradizione nasce in epoca pontificia, quando il popolo cominciò ad appendere cartelli con scritte satiriche al collo di queste sculture. Pasquino è una statua del periodo ellenista (la datazione è riconducibile al III secolo a.C.): ciò che ne rimane è in realtà un doppio frammento di due corpi, di cui uno probabilmente raffigurante un guerriero greco, ma si ipotizza anche che si tratti di Menelao che sorregge il corpo morente di Patroclo. Pare che in origine la statua, rinvenuta nel 1501 in seguito a degli scavi, ornasse lo Stadio di Domiziano, ossia l'attuale Piazza Navona. A seguito del ritrovamento fu spostata nella posizione attuale, in quella che al tempo era Piazza di Parione (che è anche il nome di quel rione) e che oggi è invece, appunto, Piazza di Pasquino.

Il nome stesso della statua è tanto misterioso quanto le sue origini e ciò che rappresenta. Diverse sono le ipotesi al riguardo: la più accreditata rintraccia Pasquino in un noto artigiano del rione Parione (un barbiere o un sarto o un calzolaio), famoso per la sua vena satirica. Secondo altri si tratterebbe di un ristoratore che esponeva i suoi versi proprio in quella piazzetta, mentre altre versioni parlano di docenti di grammatica latina o di protagonisti del Decamerone di Boccaccio.


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Indirizzo:
Piazza di Pasquino

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