Ninfeo Dorico

  • tipologia:
    Ninfeo
  • quota:
    311m
  • anno:
    0
  • epoca:
    Imperiale


Condividi:

Ninfeo Dorico

E' uno dei monumento facenti parte del complesso domizianeo e risalente alla prima metà del primo secolo avanti Cristo. Una struttura semplice che un tempo ospitava giochi d'acqua e più ordini di statue.

Risalente alla prima metà del primo secolo avanti Cristo, questa opera, abbandonata e progressivamente dimenticata, venne poi riscoperta casualmente durante uno scavo eseguito nel 1723. Attribuito a Domiziano, forse perché situato all'interno della sua grandiosa villa-parco, il Ninfeo Dorico, con la sua caratteristica struttura semplice e severa, più che un monumento di arredo del parco, ricorda piuttosto un sacellum, ovvero uno di quei sacrari descritti da Cicerone ed eretti da Clodio sulle rovine dell'antica Alba Longa; quello dedicato alla dea Bona nella sua villa sull'Appia potrebbe rappresentarne un ulteriore esempio.

Unico nel suo genere architettonico, si direbbe una scuola-laboratorio per lo studio dei diversi stili. La caverna ricavata nella roccia, è rivestita in opus reticolatumdi pietra pomice; nelle pareti laterali e nella volta all'interno in opus caementicium mentre, nei muri di rinforzo, negli archi e nei piedritti, in opus mixtum. I pilastri e le testate sono intagliate nel peperino mentre non si registrano presenze di laterizi, marmi o altre tipologie di pietre. La decorazione architettonica del cornicione è di fattura dorica, mentre le mensole ed i capitelli dei pilastri sono di stile ionico. Le nicchie si presentano ordinate in due file sovrapposte, la prima ne ospita sette mentre la seconda undici, lasciando supporre che fornissero alloggio per statue o dipinti. Sullo sfondo si apre una sorta di piccola cappella inquadrata da timpani spezzati e ornati a dentelli mentre gli spazi laterali ospitano due nicchie di forma semicircolare, anch'esse con ogni probabilità dovevano ospitare delle statue.

La struttura misura 11 metri di lunghezza, 6 di larghezza ed 8 di altezza. Dal vano centrale, ricoperto da muschi spontanei e felci, tra cui prevale il capelvenere, si accede ad un anfratto più piccolo ostruito da formazioni calcaree che testimoniano un antico gocciolamento d'acqua sorgiva; nel Ninfeo l'acqua giungeva proprio attraverso una canalizzazione scavata nella roccia soprastante. Sotto al timpano vi era il vero e proprio motore dello stupendo gioco d'acqua ottenuto tramite cascate e cascatelle, canali e canalette che venivano alimentati da uno degli acquedotti che solcavano il cratere Albano e da una serie di cisterne e condotti idrici posti dietro alla parete centrale di fondo. In epoca medievale, l'area antistante il ninfeo fu probabilmente fortificata, ma sono poche le testimonianze archeologiche che possono aiutare a comprendere questa fase.
L'apertura, come gli altri monumenti albani è rivolta verso Monte Cavo, centro politico e religioso della Lega Latina.
Ninfeo Doriconuova immagine

Tour per i Soci