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Colombario dei liberti di Augusto

Lungo la via Appia, a pochi passi dalla seicentesca chiesa del Domine quo vadis, nascosti allo sguardo dei più, giacciono le rovine di due maestosi colombari legati ai nomi dell?imperatore Augusto e della sua consorte Livia Drusilla.

Rinvenuti nella prima metà del settecento, dovevano ospitare le ceneri dei numerosi servitori della famiglia imperiale che, grazie al servizio prestato, riuscirono ad affrancarsi dalla schiavitù guadagnandosi lo status di liberti. Se del primo edificio possiamo ancora ammirare buona parte degli alzati, del colombario dei liberti di Livia ad oggi restano solamente pochi lacerti di dubbia identificazione. Passeggiando lungo le sponde della Regina viarum alla scoperta di questi monumenti, cercheremo inoltre di ricostruire insieme il paesaggio cultuale di uno dei quadranti più fecondi della Roma suburbana.

3 luglio 2017
Il sito, fu scoperto all'inizio del Settecento, fu studiato da Piranesi e Canina, ma fu adibito a osteria campestre. Ora, da pochi mesi l?ultimo oste dopo una trentina d?anni, ha finalmente liberato l'archeocimitero dalla coda alla vaccinara e le tagliatelle e il ministero dei Beni culturali avrebbe potuto esercitare il diritto di prelazione e acquistarlo per 240 mila euro, ma non lo ha fatto perché «non ci sono i soldi. Assurdo
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