Voragine / Sprofondamento
Varie

Voragine di piazza Lodi

  

Relazione indagine ispettiva alla frana di piazza Lodi del Roma, 3.08.2002

A seguito richiesta d'intervento a mezzo telefonico del 2.08.2002 siamo intervenuti in data odierna,
al fine di ispezionare l'area sottostante la parte pedonale della piazza interessata da crolli, come da
Vs segnalazione.
L'ingresso alla cavità è costituito da un tombino d?ispezione della fognatura, posto nell'area
pedonale al centro piazza.

La rottura della fognatura sottostante e il conseguente dilavamento del materiale di riempimento, ha
generato una cavità profonda circa 7 metri e larga circa 6 metri nei rispettivi assi ortogonali,
portando in evidenza la presenza di sottostanti ambienti identificabili come cave di tufo e
pozzolana, quasi sicuramente appartenenti allo stesso complesso caveale denunciato nella ns.
relazione del 15.06.2002 e relativa all?ispezione di via La Spezia.

Per risalire alla genesi dell'evento accidentale che ha generato la cavità, è possibile ipotizzare una
causa molto simile a quella supposta per via La Spezia (la tipologia dell'impianto fognante è
identica), dove tra l'altro già si denunciava la possibilità, in futuro, di ulteriori interventi accidentali
di questo tipo, legati proprio alla tipologia dell'impianto fognante e alla presenza di cave sottostanti
nella zona.

Una prima fuoriuscita di acqua, proveniente probabilmente dalla fognatura di via Gallarate, ha allagato gli ambienti di cava sottostanti i quali, in regime di normalità, sono riusciti a disperdere l'acqua nei propri meandri.
In occasione invece dei recenti eventi temporaleschi, che hanno aumentato l'apporto idrico
all'interno della fognatura causando conseguentemente la fuoriuscita della stessa negli ambienti
sottostanti, hanno siffatto che gli ambienti di cava non riuscissero più a compensare, disperdendolo,
l'aumentato apporto idrico, facendo innalzare il locale livello di falda idrica e causando il
dilavamento e l'asporto di quasi tutto il riempimento sottostante la piazza, generando così la cavità
ad oggi ispezionata.

Nonostante esternamente non ci siano particolari evidenze di crolli, sottolineiamo la precarietà della
cavità e di tutta l'area pedonale della piazza, indicandola come luogo ad alto rischio di crollo.
Evidenziamo tra l'altro la presenza internamente di cavi elettrici, interessati anch'essi dai crolli, i quali rendendo potenzialmente a rischio anche semplici ispezioni, vista tra l'altro l'abbondante presenza di acqua all'interno della cavità.

Non è stato possibile ispezionare gli ambienti di cava, in quanto completamente riempiti d'acqua,
fin sopra le volte.
Nonostante si siano prodotti alcuni bacini di acqua stagnante e chiaramente in fermentazione, il monitoraggio ambientale dei gas disciolti nell'aria all'interno della cavità, è risultato essere presente nella norma restituendo i rispettivi valori:

- Ossigeno (O2) 20,9
- Anidride carbonica (CO2) Nella norma
- Metano (CH4) ed idrocarburi infiammabili esplosivi Assente
- Idrogeno solforato (H2S) Assente

Da un punto di vista statico l'ambiente risulta essere estremamente precario. Attualmente il piano di
calpestio esterno, costituito dal massetto in cemento della parte pedonale sottostante il monumento,
viene sorretto esclusivamente dal colonnamento della presa d?aria di sfogo.
Da evidenziare comunque che tale muratura è prossima al crollo in quanto è stato quasi
completamente asportato il materiale tufaceo alla base, causando quasi
sicuramente anche il crollo sovrastante del piano di calpestio esterno.

Relazione a cura Marco Placidi.

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