Mura difensive
Militari

Tratto delle mura presso Porta Capena

  

Il pianoro urbano di Veio fu munito, probabilmente dopo la metà del V sec. a.C., con un poderoso sistema di fortificazioni. Le stesse fonti antiche testimoniano il pluriennale e infruttuoso assedio degli eserciti romani fino alla "sortita" di Furio Camillo. La struttura vera e propria delle mura, indagate in diversi punti della città, è realizzata in opera quadrata in blocchi parallelepipedi di tufo disposti a filari alternati nel senso della lunghezza e della larghezza, "per testa e per taglio", secondo un uso tipico dell'area estrusco-laziale. Lo spessore è variabile (m 1,60 - 2,10) e l'elevato ipotizzato raggiunge i sei metri di altezza. Le fondazioni, laddove visibili, si riconoscono per la disposizione disassata dei blocchi rispetto alla facciavista ben curata dell'elevato. Tale accorgimento lega più effficacemente al terreno la struttura. La natura veriegata dei margini del pianoro pose problemi di adattamento delle fortificazioni, offrendo al contempo la possibilità di moltiplicare gli effetti difensivi. Nel caso di pendio lieve fu necessario aumentare l'elevato delle mura, rafforzate sul lato interno da un poderoso terrapieno. In presenza di pendio accentuato fu realizzato un ripiano sul quale fondare la struttura, mantenendo il ripido sul lato esterno e riportando all'interno la quota terreno esistente. Nel caso di esposizione dello strato geologico tufaceo, la struttura fu fondata sul margine della bolza rocciosa, aumentando all'esterno le capacità difensive mediante l'accurata lisciatura della parete tufacea (si vede ad es. l'area della "Spezieria"). In questo modo si arrivò quasi a raddoppiare l'elevato delle difese, ulteriormente protette eliminando le asperità e gli appigli naturali che potevano favorire la scalata dei nemici. Tuttavia non si comprende l'efficacia della cinta muraria se non si prende in considerazione la morfologia dei luoghi. In antico, il pianoro della città presentava un aspetto più accidentato dell'attuale: lo attraversavano valli naturali, diventare in seguito gli assi stradali principali della città. In particolare, i persorsi che dai centro della città si dirigevano verso le porte urbiche correvano profondamente incassati nel banco tufaceo formando un'ulteriore ed invalicabile difesa a guardia degli accessi. Chi fosse riuscito a penetrare da una di queste porte sarebbe stato costretto a percorrere centinaia di metri senza alcuna difesa contro gli attacchi dall'alto dei difensori. Ulteriore elemento è costituito dall'acropoli (Piazza d'Almi) che in ambito etrusco italico ha funzione di estremo bastione difensivo e al contempo di avamposto per le sortite contro gli assalitori.

  Sono disponibili informazioni addizionali.
  Sono disponibili contenuti bibliografici.
links e media
bplinks
  Sono disponibili contenuti mediatici.
Registrati o autenticati per accedere a tutti i contenuti.





12381
newsletter
Iscriviti alla Newsletter per ricevere il calendario delle attività e le news!
ok
Inserisci il codice di 4 cifre che ti è stato inviato.
ok
 
private tours
Auxilium petere ?