L'elemento più interessante è certamente Torre Secura o Subura (volgarmente detta anche Torre Scura), che fino a pochi anni fa si riteneva distrutta. Infatti, secondo il manoscritto della Biblioteca Vallicelliana, essa sarebbe stata demolita per l'allargamento della via al tempo di Clemente VII. In realtà Torre Secura non fu distrutta ma (come è stato dimostrato sulla base di documenti d'archivio degli anni 1526 e 1567, recentemente scoperti) è da identificare con l'alta costruzione che si affaccia su via Madonna dei Monti davanti alla chiesa di S. Salvatore ai Monti.
In origine la torre aveva tre livelli al di sopra di quello terreno, con apertura molto diverse tra loro per forma e dimensioni, e terminava con una copertura a capanna. Alla torre si affiancava un portico (di accesso a botteghe retrostanti) che intorno al 1567 fu tamponato. A questa epoca risale l'intervento più massiccio sulla torre. Il prospetto fu scandito da fasce marcapiano, la più bassa delle quali fu posta alla medesima altezza di quella del palazzetto adiacente (anch'esso di origine medioevale e anch'esso rimaneggiato), in modo da unificarne il prospetto. Al posto delle antiche finestre liberamente disposte nella facciata, fu creata una coppia di nuove aperture per piano (di cui una è finta). Il piano terreno perse una sua apertura autonoma sulla strada, che fu sostituita da una coppia di piccole aperture senza rapporti con le finestre superiori.
Anche l'altezza totale è stata ridotta: dagli originari m. 15.60 si è passati agli attuali m. 13; il prospetto non termina più a capanna ma a padiglione e gli originari finestroni sono sostituiti da due piccole aperture. Grazie a fortuiti squarci degli intonachi è possibile apprezzare alcune delle caratteristiche architettoniche del palazzetto adiacente: la composizione a triplice arcata con colonne di granito agli angoli, le travature lignee sul lato destro e l'elegantissima tessitura dei tufelli. In particolare, l'orizzontalità e l'accuratezza di taglio del materiale e i sottili strati di malta permettono di datare il palazzetto (e quindi, presumibilmente, anche la torre) al XIII secolo.
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