Posta in una posizione strategica su uno sperone tufaceo a dominio della riva sinistra del fosso omonimo, la torre poteva comunicare, attraverso vedette intermedie, con i più importanti luoghi fortificati della vie Nomentana e Salaria. Costruita probabilmente alla metà del XIII sec., fu denominata Capitignano dalla tenuta medievale cui apparteneva. Il nome, derivato dal romano Capito o Capitinus, è ricordato per la prima volta nel 1012 in un documento di vendita a favore del monastero di Farfa.
Nella bolla di Benedetto XII (1032-48) Capitignano è nuovamente menzionato, essendo indicato tra i confini della vicina tenuta di Massa. Al 1477 risale invece la divisione della tenuta tra Pietro Millini e Domenico e Lorenzo di Pietro Astalli. Quando nel 1564 la tenuta divenne proprietà dell'Ospedale di S. Giovanni, la torre assunse la denominazione attuale.
L'edificio, costruito quasi interamente in laterizi misti a scaglie di selce, in origine era ornato da una merlatura guelfa, oggi sostituita da una copertura a tetto inclinato. Accanto è una piccola chiesina rappresentata già in un disegno del Catasto Alessandrino del 1660. Oggi la torre, seppur soggetta ad interventi ed usi non sempre consoni, conserva ancora la sua originaria e suggestiva posizione solitaria nella Campagna Romana.
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