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Tor San Michele

  

Tor San Michele è una torre costiera d'avvistamento di Ostia.
Progettata da Michelangelo Buonarroti, la torre fu edificata nel corso del XVI secolo per ovviare alla deviazione del fiume causata da una disastrosa piena e fu utilizzata prima come dogana e postazione di difesa e avvistamento, poi come faro per l'idroscalo di Ostia fino a cadere in disuso dopo la fine della seconda guerra mondiale.

Dopo una disastrosa piena, avvenuta il 15 settembre 1557, il corso del Tevere mutò radicalmente nei pressi di Ostia Antica, provocando la caduta in disuso del castello di Giulio II, utilizzato fino ad allora come dogana pontificia. Per paura di un'incursione dal mare, papa Pio IV ordinò una revisione del sistema difensivo costiero, affidando il compito all'architetto Francesco Laparelli; questi armò la medievale tor Boacciana, che divenne temporaneamente sede degli uffici doganali, promosse il mantenimento della rocca e progettò la costruzione di una torre nei pressi della foce del fiume.

Il progetto fu affidato a Michelangelo Buonarroti e i lavori per la costruzione della torre iniziarono nel 1559 per finire nel 1568 sotto la supervisione di Giovanni Lippi, subentrato alla morte del suo maestro nel 1564. Per costruire la torre furono impiegati laterizio, travertino e malta. Terminati i lavori, papa Pio V la consacrò a San Michele arcangelo. Secondo documenti conservati presso l'Archivio di Stato di Roma, al 1592 la torre disponeva di: mezza colubrina, un falcone e un falconetto, cinque archibusoni, oltre a polvere da sparo e palle di ferro e piombo.

Nell'agosto 1589 la torre dovette fronteggiare l'arrivo di alcuni vascelli saraceni, che tuttavia riuscirono a oltrepassarla a causa del pessimo stato dell'artiglieria ivi stanziata. Nel XIX secolo la torre fu visitata da Alberto Guglielmotti, che ne fornì una dettagliata descrizione, antecedente alle modifiche che verranno apportate negli anni successivi, riportata nella sua opera Storia della marina pontificia. Non è chiaro quando la torre abbia iniziato a esercitare la funzione di faro; tuttavia è noto il suo utilizzo all'interno dell'idroscalo Carlo del Prete, aperto nel 1928.

Con la costruzione di quest'ultimo, tuttavia, si persero i sentieri originali che collegavano la torre alle saline e alle altre fortificazioni presenti sul territorio. La torre subì alcuni interventi di modifica nel 1930, anno in cui furono costruite le finestre sulle mura esterne, non previste nel progetto originale. Anche a causa di queste modifiche, oltre che alla posizione geografica e alla composizione del terreno, furono necessari diversi lavori di consolidamento e si verificarono anche alcuni cedimenti strutturali.

Essa fu utilizzata durante la seconda guerra mondiale, dalle forze italo-tedesche prima e da quelle alleate poi, sempre con la funzione di faro e torre d'avvistamento. Abbandonata al termine del conflitto la torre fu consegnata alla Soprintendenza per i beni ambientali e architettonici di Roma nel 1994 ed è considerata un "immobile demaniale di interesse importante". Dopo anni di abbandono è stata riaperta una prima volta, in via eccezionale, il 28 maggio 2017 da un gruppo di associazioni locali.

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