Le acque termali di Tivoli sono naturalmente conosciute e apprezzate sin dalla più remota antichità della città di Roma.
Sono numerosi gli scrittori latini che le citano e ne decantano le virtù benefiche: ad esempio, Plinio il Vecchio parla delle Acque Albule come il miglior luogo di cura per i soldati feriti in battaglia, che tornavano puntualmente risanati.
Citate anche da Virgilio nell?Eneide, furono molto apprezzate da ben tre imperatori: Augusto se ne giovava per la cura della gotta, Nerone ne fece confluire le acque fino alla Domus Aurea, mentre Adriano le utilizzò per alimentare le piscine della sontuosa Villa Adriana a Tivoli.
Il potente cardinale Ippolito d?Este si fece assegnare dal Papa il governo della città di Tivoli proprio per beneficiare comodamente delle sorgenti delle Acque Albule.
Sono acque ipotermali ricche di zolfo. La particolare concentrazione di questo minerale conferisce il caratteristico colore biancastro da cui deriva il nome (Aquae Albulae in latino significa infatti ?acque biancastre?).
Le acque benefiche di Tivoli scaturiscono copiose dai due laghi Regina e Colonnelle, arrivando allo stabilimento ad un ritmo di 3.000 litri al secondo.
Questa acque mantengono nel corso dell?anno una temperatura costante di 23° e sono indicate per la loro efficace azione anti-batterica ed anti-infiammatoria, grazie proprio alla notevole concentrazione dello zolfo.
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