Il parco della Mola, che si estende a circa 5 km dal centro del paese di Oriolo Romano, prende il nome dal vecchio molino, costruito nel 1573 dal feudatario Giorgio Santacroce. Tale costruzione sfruttava le acque del fiume Mignone del fosso Biscione per realizzare la molitura del grano da farina. La Mola, detta del Biscione, è immersa nel verde a poca distanza dai resti delle antiche opere di canalizzazione e delle mura perimetrali in tufo.
In tutta l'area non mancano manifestazioni termali tipiche di un territorio vulcanico come quello della Tuscia. Tra le sorgenti termali maggiori si registra sicuramente quella della Mola stessa, caratterizzata da acqua tra i 25 e i 28 gradi centigradi e da abbondanti emissioni gassose. All'interno del Parco della Mola l'Università Agraria ha allestito un parco con tavoli per il ristoro e due piccole piscine che raccolgono l'acqua sulfurea termale locale.
Le acque termominerali, conosciute anche dai Romani che sfruttarono diverse località della zona, sono rappresentate in prevalenza da manifestazioni sulfuree accompagnate da emissioni gassose. Quella della Mola è la manifestazione più cospicua tra quelle riscontrabili nella zona in esame: si tratta di una sorgente termale (t = 25-28 °C) caratterizzata da abbondanti emissioni gassose (che sconsigliano il campeggio in zona visto che i gas nocivi tendono a restare in basso vicino al suolo rendendo in questo modo rischioso
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