Chiesa di origine antiche, risalente alla fine dell'XI secolo o gli inizi del XII, è menzionata per la prima volta in una bolla di papa Onorio II del 1127, la quale, fra i sacerdoti romani, nomina un presbiter Crescentius Salvatoris in Unda (il sacerdote Crescenzio di Salvatore in Onda). Questo appellativo deriva dalle innumerevoli inondazioni del Tevere che interessarono in passato la zona e la chiesa.
Nel 1445 la chiesa ed il convento annesso furono concessi da papa Eugenio IV ai Frati Minori Conventuali, mentre il 14 agosto 1844 Gregorio XVI concesse il tutto a Vincenzo Pallotti per la comunità religiosa da lui fondata.
In seguito a questo passaggio di proprietà , la chiesa, che aveva già subito un radicale restauro nel XVIII secolo con l'innalzamento del pavimento, subì ulteriori rifacimenti, ad opera dell'architetto Luca Carimini, che riportò alla luce le colonne ed i capitelli della struttura primitiva.
La chiesa è a tre navate divise da 12 colonne. Al centro dell'abside si trova la Madonna col bambino di Cesare Mariani (1878); nell'altare maggiore è collocata l'urna funeraria di Vincenzo Pallotti. In un altare laterale è collocata la Virgo Potens, immagine donata dalla beata Elisabetta Sanna (morta nel 1857 e sepolta nella chiesa).
Sotto il presbiterio c'è la cripta, di origini medievali, facente parte della primitiva chiesa: essa è a pianta rettangolare e a tre piccole navate divise da colonne romane con volte a crociera; un grande capitello corinzio funge da altare.
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