La Tangenziale Est è sempre stata oggetto di discussioni, se non di contestazioni, per il negativo impatto ambientale che ha portato soprattutto per la parte sopraelevata che collega il quartiere di San Giovanni con quello di San Lorenzo.
Quando nel 1977 venne aperta al traffico, nessuno si meravigliò della mutilazione fatta ai danni dell’acquedotto Claudio, dove un pilone dell’acquedotto venne tagliato a metà e tenuto da un trave d’acciaio, in una soluzione architettonica degna di un'opera del terzo mondo. L’acquedotto era già stato pesantemente mutilato, nella sua parte superiore, nel 1587 da Papa Sisto V. Egli infatti distrusse i due antichi acquedotti che passavano: l’originario Claudio e il sovrastante Anio novus, in quanto il Felice, transitando ad una quota più bassa, non poteva riutilizzare il canale di nessuno di entrambi, ma vennero riutilizzati solo i piloni della sostruzione.
Oggi l’acquedotto, con l’attuale intenso traffico moderno, appare quasi come un’opera di disturbo, essendo tanto evidente all’imbocco del moderno asse viario, quanto inosservato, alle migliaia di automobilisti che vi transitano sotto.
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Auxilium petere ?
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