La Naumachia di Augusto, costruita nel 2 a.C. in concomitanza con la dedica del tempio di Marte Ultore, nel corso degli ultimi secoli ha creato un lungo dibattito tra gli studiosi in quanto non sono sopravvissuti resti archeologici utili a comprenderne le caratteristiche. Anche la sua esatta ubicazione e la sua forma sono state oggetto di discussione ma oggi è possibile conoscere qualcosa in più riguardo questo monumento.
Le Res Gestae di Augusto riportano che la Naumachia si trovava nel nemus Caesarum, cioè nel bosco sacro che Augusto aveva dedicato ai nipoti Gaio e Lucio Cesare. Anche l’esatta ubicazione di questo bosco ha suscitato diverse interpretazioni ma è certo che doveva trovarsi nella zona di Trastevere. Sempre dalle Res Gestae sono note alcune caratteristiche della Naumachia: doveva misurare 1800x1200 piedi (corrispondenti a circa 536x357 metri) e nello spettacolo inaugurale si affrontarono più di 30 navi tra biremi e triremi e più di 3000 soldati e marinai. Probabilmente questa battaglia rappresentava quella di Salamina, anche se alcuni studiosi ci hanno visto un richiamo ad Azio.
Altre caratteristiche note del bacino, grazie alle fonti letterarie, sono la presenza di un pons naumachiarius , che doveva collegare il Tevere con la Naumachia e di un isolotto forse posto al centro. La profondità del bacino è stata calcolata tra 1,5 m e 1,7 m ma tenendo in considerazione la portata dell’Alsietina (392 quinarie) si arriverebbe a un tempo di riempimento troppo lungo per non far stagnare le acque; è anche noto che l’acqua di questo acquedotto non fosse particolarmente salubre e quindi sarebbe stato doppiamente facile creare stagnazione.
La Naumachia di Augusto era alimentata dall’acquedotto Alsietino che da Martignano giungeva a Roma in parte su archi ma soprattutto in sotterranea; questa infrastruttura, come anche la Naumachia, è riconoscibile in alcune lastre della Forma Urbis severiana, che era affissa su una delle pareti del Foro della Pace. Grazie agli studi degli ultimi anni e a un’attenta revisione di tutta la documentazione è stato possibile confermare la teoria di Bigot e Coarelli, secondo cui la Naumachia si trovava nella zona intorno a San Cosimato; in questo punto doveva anche esserci lo sbocco dell’Aqua Alsietina che, come detto in precedenza, portava l’acqua al bacino.
La Naumachia, nello specifico, è stata riconosciuta in uno spazio rettangolare vuoto in alcune lastre della Forma Urbis citata in precedenza, in cui si vede anche la Via Campana, che probabilmente attraversava la Naumachia o le passava immediatamente accanto.
Maria Grazia Cinti
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Auxilium petere ?
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