Dopo pochi anni l'edificio divenne sede del Pontificio Seminario Francese, che si apre sulla via con un bel portale affiancato da due colonne e sovrastato da un architrave con la scritta "PONT. SEMINARIUM GALLICUM". Il Seminario provvide a far ricostruire la chiesa tra il 1883 ed il 1890, compresa l'attuale facciata, incaricandone l'architetto Luca Carimini. La chiesa, in stile rinascimentale, si presenta a due ordini: su quello inferiore, spartito da paraste, si aprono il portale sormontato da lunetta con la "Madonna ed Angeli" e due nicchie laterali. Nell'architrave si trova la seguente iscrizione: "DEO OPTIMO MAXIMO IN HONOREM IMMACULATI CORDIS MARIAE ET CLARAE VIRGINIS". L'ordine superiore presenta un loggiato con 7 finestre ed una serie di busti entro clipei raffiguranti santi. Nel timpano si trova la "Madonna delle Vittorie tra il beato padre Francesco Libermann e l'abate De Gesnettes", opera di Domenico Bartolini, autore anche dei busti nei clipei. L'interno è ad una sola navata e presenta affreschi e dipinti di Virginio Monti e Porta.
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