Pertanto nel Medioevo dobbiamo immaginare una situazione inversa, con la torre, più alta di come oggi si presenta, che svettava tra edifici vicini più bassi. A sinistra della Torre si apre l'Arco de' Tolomei, esistente già nel 1358 (quando era già di proprietà dei Tolomei, una importante famiglia senese) e restaurato "in stile" nel 1928. Prima del 1358 l'arco (e tutto il complesso di cui fa parte) dovette essere di proprietà della famiglia Bondii, un'antica famiglia romana: un certo Nicolaus de Bondijs de regione Transtyberim è citato in un documento del 1331. L'arco risulta ribassato e frammentato. In effetti, fin dalla seconda metà del XIII secolo, la irreperibilità di mattoni interi impone il confezionamento di ghiere con mattoni spezzati.
Per questo si preferì fare ghiere più basse o archi a luce più stretta. L'arco è sovrastato da un edificio moderno. Archi medioevali esistono ancora presso via Torre Argentina, piazza Cenci, vicolo dei Tre Archi presso i Coronari. Questi archi dovevano essere, a norma di una disposizione del 1250, abbastanza alti da consentire a una donna, con in capo un recipiente grande e uno piccolo, di passarvi sotto. A sinistra dell'arco (ovvero dalla parte opposta della torre) doveva forse sorgere un altro corpo di fabbrica medioevale, che non si esclude sia oggi inglobato nell'edificio novecentesco.
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