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Pavimenti romani e un dolium scoperti nel mare davanti a Pozzuoli

  • di Grazia Pattumelli
  • 4 Feb 2020 alle 10.05

Pozzuoli Dolum Parco Archeologico

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Un dolium di circa due metri di diametro e alcuni piani pavimentali in cotto d’epoca romana sono venuti alla luce, a seguito delle intense mareggiate di dicembre scorso, nell’area archeologica sommersa di Pozzuoli. Individuate dal sub professionista Franco Salvatore Ruggiero, i reperti sono stati regolarmente denunciati alle autorità competenti. «Si tratta di un antico dolium di circa 2 metri di diametro», dice Ruggiero. Il caratteristico contenitore in terracotta di forma ovoidale, forse uno dei più grandi oggetti in argilla utilizzati nell’antica Roma per la conservazione di vino ma anche per diversi prodotti alimentari, giaceva semi sommerso da sabbia e detriti, a pochi metri dalla riva. «Poco distante, ho poi individuato anche alcuni pavimenti in cotto, uno leggermente incurvato», aggiunge il sub, «anch’essi emersi a causa delle forti correnti che hanno sconvolto il fondale». Il rinvenimento è avvenuto nello specchio d’acqua della Ripa Puteolana antistante lo stabilimento ex Sofer, durante un’immersione didattica sportiva, a circa tre metri di profondità e a pochi decine di metri di distanza dalla costa. L’area sommersa nei pressi del porto di Pozzuoli, già conosciuta dagli archeologi, conserva, a pochi metri di profondità, i resti di due quartieri suburbani, i vici Lartidianus e Annianus, fatti costruire dell’imperatore Adriano per ospitare artigiani e commercianti provenienti dall’Oriente. Nel 1972 propr io in queste acque fu individuata una scuola di scultura attribuita ad Apollonio che ha restituito reperti di pregio, sculture e fregi, oggi conservati nel museo Archeologico dei Campi Flegrei. Per visualizzare foto, seguire il link all'articolo Lettera 43.

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