Catacomba ebraica vigna randanini

Catacomba ebraica vigna randanini
Un tratto iniziale della catacomba.

La comunita’ ebraica romana e’ la piu’ antica del mondo occidentale e tra le piu’ antiche nel mondo. La sua presenza e’ tracciabile – come minimo – all’ epoca dei Maccabei , e segnatamente all’ anno 161 a.C quando giunsero a Roma, per ottenere la protezione romana, ambasciatori inviati da Giuda Maccabeo (Flavio Giuseppe, La guerra giudaica, 1.38; Flavio Giuseppe, Antichita’ giudaiche, 12. 415-29; libro dei Maccabei 8.17-32). Piu’ avanti abbiamo numerose tracce in diversi autori: ad es: Cicerone (Pro Flacco), Svetonio (Vite dei Cesari), dalle frequenti citazioni, e dalle stesse evidenze archeologiche, si e’ anche potuto stabilire che la comunita’ ebraica a Roma era numericamente molto consistente in epoca imperiale (tra le 40.000 e le 50.000 unita’ almeno ). La comunita’ ebraica romana, benche’ oggi abbia una consistente presenza sefardita (successiva all’ epoca dell’ espulsione operata da Isabella di Castiglia) ed anche una presenza aschenazita, e’ nota come comunita’ “romana” o “italiana”, in questo costituendo un’ unicuum nel mondo ebraico e – di fatto – l’ unica comunita’ dell’ antica Roma giunta ai nostri giorni.

In ambito archeologico, riscontri di questa comunita’ provengono dagli scavi di Ostia Antica (dove sono ancora oggi visibili i resti della Sinagoga della citta’) e – appunto - dalle catacombe. A Roma, ad oggi , sono state scoperte, esplorate e classificate ben sessanta catacombe cristiane e sei catacombe ebraiche, il che – in fondo – e’ abbastanza ovvio in quanto entrambe le comunita’ praticavano esclusivamente l’ inumazione e non la cremazione (a differenza dei pagani che – specialmente in epoca imperiale – privilegeranno la cremazione, come ci testimoniano i tanti colombari rinvenuti ad oggi). Tutte le catacombe, come ogni altra area cimiteriale si svilupparono, in ossequio alla Legge delle XII tavole fuori dal Pomerio e – quindi – lungo le vie di accesso a Roma.

La catacomba nel corso di una visita.

La prima catacomba ebraica rinvenuta fu quella in zona Portuense (non lontano da dove sorge oggi la stazione di Trastevere), scoperta ed esplorata per la prima volta da Bosio nel lontano 1602, e successivamente riesplorata nel 1864. Le rimanenti furono esplorate successivamente nel XIX secolo. Si tratta: di una catacomba lungo la Via Labicana (a due chilometri da Porta Maggiore in prossimita’ della catacomba dei SS. Pietro e Marcellino in localita’ Vigna di Monte d’ Oro) scoperta nel 1881 e documentata da Marrucchi nel 1884) ora praticamente scomparsa. Ben tre lungo la via Appia: una detta di Vigna Cimarra, una in prossimita’ delle catacombe di San Sebastiano ed appunto quelle di Vigna Randanini, ed una all’ interno di Villa Torlonia. Ad oggi, le uniche visitabili sono quelle di Vigna Randanini e di Villa Torlonia. Nei Musei Vaticani (all’ interno del Museo Paleocristiano, sono conservate ben 137 iscrizioni provenienti dalla catacomba sulla Via Portuense).

La catacomba di Vigna Randanini, e’ situata nell’area della via Appia ed ubicata precisamente tra il II e il III miglio della via. Essa fu scoperta – casualmente – nel Maggio del 1859, ed anche qui – come per le altre catacombe – all’ interno di una precedente cava (la parola catacomba infatti deriva dal greco κατα-κόμβας (cata-combas) che significa appunto ‘presso la cavita’). Si si estende tra la via Appia e la via Appia Pignatelli, coprendo un’area di circa 18.000 m² , presenta un ingresso su entrambe le strade. La catacomba si sviluppa su due livelli per una lunghezza complessiva di circa 700 metri, di questa attualmente ne sono percorribili circa 400. Ha una pianta fortemente irregolare, articolata in zone distinte, apparentemente raccordate senza un piano unitario: già dall’osservazione della pianta si possono infatti riconoscere nuclei differentemente caratterizzati, per i quali è plausibile immaginare origini differenti e acquisizioni successive, dovute all’ampliarsi dei bisogni della comunità ebraica romana. La datazione della catacomba e’ tra il II ed il IV secolo d. C, e la massima espansione si concentra in quest’ ultimo secolo. La catacomba, accessibile sebbene in proprietà privata e quindi esclusivamente con visite guidate,. è unica nel panorama mediterraneo per lo stato di conservazione e per la presenza di numerose decorazioni pittoriche di soggetti quanto mai vari, relativi sia alla tradizione pagana che a quella ebraica, per la caratterizzazione di intere regioni del sepolcreto a kôkhim (le tipiche sepolture ebraiche scavate in senso normale rispetto alla direzione delle gallerie) e per il gran numero di iscrizioni (molte ancora in sito) che ha restituito. Durante la realizzazione del complesso inoltre, che venne con ogni probabilità eseguito a più riprese, furono realizzati diversi cubicula (cappelle private) di famiglie o gruppi con particolari programmi decorativi ed in particolare e’ stata intercettata un’area sepolcrale ipogea di carattere privato, che comprendeva un cubicolo doppio, riccamente dipinto secondo lo stile lineare proprio del primo trentennio del III secolo L’ area , forse per motivi statici, venne inglobata nella catacomba, e lo stesso cubicolo dipinto fu riutilizzato, con la creazione di kôkhim. La decorazione dipinta nel cubicolo doppio, eseguita con una discreta accuratezza, utilizza soggetti ornamentali piuttosto comuni, ancora dotati comunque di una certa eco simbolica (fiori, uccelli, etc.). Particolarmente notevole è la decorazione delle volte, che sviluppano una complessa partitura geometrica a partire da un clipeo centrale figurato. Un rinvenimento straordinario, in quanto si tratta di soggetto figurati, presenti nell’ iconografia pagana, che farebbero pensare (ma non e’ stato ancora accertato con chiarezza) ad un possibile riutilizzo da parte ebraica di un precedente cubicolo pagano.

Il cubicolo di fondo, completamente affrescato.

Le varie iscrizioni di questa e delle altre catacombe ebraiche, rivestono una particolare importanza in quanto ci hanno fornito una serie di informazioni sulla antica comunita’ ebraica romana altrimenti non disponibili. Ad es: hanno consentito l’ identificazione certa di almeno 11 Sinagoghe antiche:Agrippinense, Augustana, Calcaresiana, Campesiana, Elae, degli Ebrei, Seceniense, Suburrana, Tripolitana, Vernaclesiana e Volumnesiana; ci hanno fornito informazioni preziose sull cariche ricoperte all’ interno delle stesse: archon, archiosinagogo, grammateo, gerusiarca etc ... ; come prevedibile sulla simbologia e l’ iconografia: la menorah (candelabro a sette braccia) il lulab(mazzetto di erbe aromatiche) , lo shofar (il corno), l’ ethrog (il cedro), l’ aron (il rotolo della torah) etc .. Oltre la nomenclatura – molto ricca – spicca infine un dato apparentemente strano, ma in fondo non molto se si conosce la storia di Roma antica, e cioe’ : le lingue usate. Nelle catacombe di Monteverde e Vigna Randanini circa il 25-30% delle iscrizioni sono in latino o aramaico, la restante parte sono in greco. Questo ci attesta che da un lato la comunita’ greca era certamente bilingue, dall’ altra che il greco era – probabilmente – la lingua di maggior uso in larga parte della popolazione (immigrati di origine servile).

Per I Sotterranei di Roma: Guido Loris Rosati (Guida Turistica della Provincia di Roma).

 

 


Si ringrazia per la collaborazione e la consulenza la Dott.ssa Elsa Laurenzi , ed in particolare il suo contributo tratto da: E. Laurenzi, “Le volte del Cubicolo Doppio di Vigna Randanini”, in Actes du VIII Colloque de l’AIPMA, 15-19 Maggio 2001, L. Borhy ed., pp. 371-4, Budapest 2004.

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