Il Foro romano

Il Foro romano
Indagini nei sistemi sotterranei del Foro

La nostra organizzazione è attualmente impegnata nel Foro romano con due progetti di notevole spessore: il Lapis Niger e la Basilica Giulia.
Il lavoro è finalizzato alla realizzazione di una topografia in scala degli ambienti ipogei, per permettere di identificare cronologicamente sia le fasi costruttive di queste opere, ma soprattutto le modifiche occorse nel corso delle risistemazioni e riadattamenti funzionali.

Entrambi i monumenti si trovano all’interno del Foro Romano che, come è noto, era il cuore della città antica, il centro funzionale dove si svolgevano tutte le attività pubbliche. Per questo motivo qui furono eretti i più importanti edifici pubblici, dei quali rimangono testimonianze di inestimabile valore risalenti fino alle prime origini dell’Urbe. Un luogo speciale, dove spesso la storia torna ad intrecciarsi con il mito.
Secondo la tradizione letteraria antica il Lapis Niger fu realizzato sul luogo dell’uccisione di Romolo, il primo re di Roma. Si trova nella parte più antica del foro, a ridosso delle pendici del Campidoglio e più precisamente all’interno del Comizio, l’area dove erano tenute le assemblee popolari. Ne rimane oggi visibile, in superficie, un’area quadrangolare lastricata in marmo nero recintata con blocchi di marmo bianco. Nei livelli sotterranei (di epoca arcaica) si conserva invece una piattaforma sopra la quale poggiavano un altare e due cippi. Uno di questi cippi riporta la più antica iscrizione in lingua latina mai ritrovata, risalente alla prima metà VI secolo a. C.

La Basilica Iulia, invece, fu edificata per volontà di Giulio Cesare intorno al 54 a. C. e ospitò al suo interno la sede del tribunale dei Centumviri. Si sostituì alla più piccola e antica Basilica Sempronia che, ricorda Livio, venne a sua volta realizzata obliterando la casa di Scipione l’Africano e alcune botteghe ad essa limitrofe (le Tabernae Veteres). Durante l’epoca classica subì gravi danneggiamenti in occasione di due diversi incendi, nel 9 a. C e nel 283 d. C., che ne resero necessaria la ricostruzione.
La sua pianta ci restituisce l’immagine di un grandioso edificio composto da una enorme aula centrale circondata da una doppio porticato e del quale si conserva oggi il solo basamento.

Questo ambizioso progetto offre enormi possibilità all’attività associativa di contribuire concretamente a reperire nuove e determinanti conoscenze che, come i tasselli di un mosaico, concorrono alla ricostruzione della storia antica di Roma.

Leonardo Maresca

Esplorazioni