Emissario del lago di Nemi

Emissario del lago di Nemi
L'ingresso del lungo emissario.

L'emissario del lago di Nemi è una struttura archeologica molto particolare che riveste quasi un Unicum a livello archeologico in Italia, in Europa e probabilmente nel mondo intero.


La sua particolarità consiste, oltre che essere un opera molto antica e fatta risalire almeno al VI sec. a.C., al fatto che nonostante sia mastodontica sia a livello progettuale che realizzativo - supera la lunghezza di 1600 metri di sviluppo - non è mai citata o riferita in nessuna delle fonti storiche fino ad oggi conosciute.

Sulle caratteristiche dell'opera si rimanda alla scheda di sintesi, mentre c'è sicuramente da sottolineare che tra gli studi più importanti di quest'opera, si annoverano quelli del compianto prof. Vittorio Castellani che, per primo, affrontò lo studio dell'emissario nel giusto contesto storico archeologico, spaziando da un approfondita ricerca bibliografica a verifiche strutturali direttamente sul campo.

Il Centro Ricerche Speleo Archeologiche - Sotterranei di Roma quindi, con lo studio dell'emissario del lago di Nemi, vogliono completare ed integrare lo studio del dott. Castellani, arrivando a definire un contesto bibliografico che tenga conto di tutto quanto effettuato in passato, integrandolo con i risultati derivanti dalle indagini moderne effettuate con l'ausilio delle strumentazioni tecniche più evolute. E' per questo che, in questa sezione, intendiamo riportare le fasi più importanti e salienti relative all'emissario, con un taglio scientifico e sicuramente rivolto ad esperti del settore e della materia.

Dettagli esplorativi:

Emissario di Nemi - La livellazione

L’emissario del lago di Nemi, essendo ovviamente un’opera idraulica, può avere una o più funzionalità che verranno presumibilmente meglio interpretate al termine del nostro studio.
Tuttavia il sistema, avendo a che fare con l’acqua del lago, può fornire interessanti elementi di analisi, con la livellazione di tutte le strutture presenti nel bacino nemorense.
Per questo motivo è in corso di realizzazione una meticolosa livellazione di tutte le quote delle strutture archeologiche, come appunto l’incile e la discenderia dell’emissario, la strada imperiale che conduceva al tempio di diana nemorense, alle mura perimetrali dello stesso santuario.
Da questo studio infatti, stanno emergendo interessanti informazioni che permettono di mettere in correlazione e cronologicamente in sequenza degli elementi, che stanno portando ad una corretta interpretazione dei dati di indagine.
Attualmente le attività di livellazione sono quasi terminate e a breve verranno rese disponibili, per fornire un quadro d’insieme più preciso e dettagliato.

Emissario di Nemi - La discenderia e l'incile


La discenderia si trova a circa 12 metri più in alto della quota dell’incile. In passato questi due elementi, messi in correlazione tra loro, hanno portato ad ipotizzare che facessero parte di due fasi distinte della costruzione dell’emissario, ma comunque facenti parte di un progetto unico, probabilmente mai portato a termine per motivazioni ancora indefinite.
Dallo studio effettuato si è stabilito che invece l’emissario di Nemi ha funzionato in due modi distinti e con funzionalità ben diverse, l’una dall’altra.
Una prima fase, con il canale della discenderia che permetteva all’acqua del lago di “sfiorare”, l’emissario funzionava come un semplice condotto di ‘troppo pieno’. Esso permetteva all’acqua in eccesso nel bacino di scorrere all’interno del lungo canale e poi arrivare finalmente all’invaso di Ariccia, senza permettere alcun innalzamento del lago.
La seconda fase, con la realizzazione dell’incile, l’emissario è stato utilizzato per permettere l’abbassamento ulteriore del lago, per la realizzazione della strada imperiale basolata, e la regimentazione dell’acqua del lago, utile soprattutto per il varo delle due grandi chiatte che sostenevano sia il tempio che la villa imperiale di Caligola.

Emissario Nemi - I By-pass interni

Dei by-pass interni gli studi hanno rilevato in parte la cronologia realizzativi del primo, mentre poco o nulla era stato capito ed interpretato del secondo.
Per la realizzazione del primo By-pass, il personale è passato sistematicamente da valle Ariccia verso il lago, ma se si considera che fino agli anni ’30 esisteva una lente basaltica con un piccolo foro per l’acqua, che separava i due tratti, l’unico canale disponibile per far scendere gli operai ad operare la modifica, era solo ed esclusivamente il canale D2.
La realizzazione del secondo By-pass invece appare come una modifica molto più articolata e complessa, che attualmente è in corso di studio. Non sono infatti chiare le motivazioni per cui venne realizzato e, in parte, nemmeno la cronologia costruttiva dei vari condotti che si sono intersecati.
Attualmente è in corso una campagna di rilievo topografico di dettaglio, alla fine della quale verranno formulate ipotesi più coerenti e funzionali con la realtà dei fatti.

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